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domenica, 30 settembre 2007 Non riesco a descrivere ciò che provo quando sto insieme te. Non sono capace di sigillare in qualche futile parola il turbinio di sentimenti che si agitano quando ti ho accanto. Sono troppo intensi. Troppo complicati. Troppo concreti e astratti allo stesso tempo. Troppo delicati, a volte impercettibili. Troppo liberi. Troppo intimi e reconditi. Così impalpabili, leggiadri, così vividi e sfuggenti che qualsiasi tentativo di fissarli otterrebbe come solo risultato quello di intaccare la loro autenticità e purezza. Non esiste un "ti amo" capace di contenere la profondità di un tale sentimento. Ti amo risulta insipido, insignificante. Eppure non trovo altre parole attraverso cui filtrare la dolcezza che mi riempie. Non ci sono parole per descrivere quanto tutto ciò sia appagante. Non ci sono, o forse, semplicemente, non le conosco. E allora mi affido ad un linguaggio diverso, il linguaggio dei gesti e delle carezze, quello delle coccole, degli abbracci e dei baci, il linguaggio dei nostri corpi, uno accanto all'altro, quello del tepore della tua morbida pelle sulla mia, il linguaggio delle tue braccia che mi stringono a te. In apparenza può sembrare più facile. Eppure non basta, tutto questo non basta a contenere la pienezza delle emozioni che provo con te, tutto questo non è sufficente a dipingere i colori del nostro arcobaleno senza ometterne, dimenticarne o smarrirne qualche sfumatura lungo il percorso. Odio il non riuscire a parlare del nostro rapporto senza cadere nel banale. Odio la parola "storia" che fa sembrare tutto così superficiale. La nostra relazione va ben oltre il semplice scambiarsi effusioni affettuose. E se anche non sono in grado di esprimere a parole quanto per me tu sia importante, se qualche volta la timidezza e l'imbarazzo mi impediscono di dirti quel "ti amo" che alla fine non è in grado di racchiudere neanche la minima parte di ciò che porto dentro, se dopotutto non sono così esplicita e immediata, vorrei che tu sapessi quanto tengo al nostro rapporto, quanto esso è indispensabile e ormai imprescindibile, perchè è la cosa più bella che mi sia mai capitata, e mi ha cambiato la vita, donandomi quella serenità che non avrei mai sperato di trovare in alcun ragazzo. So che l'ho già detto ma poco importa, lo ripeterei ancora e ancora, fino all'infinito. Nemesi wrote at 21:05 commenti
venerdì, 28 settembre 2007 edit Ho appena finito di litigare con mia madre. Mi brucia la gola. Mi si è sciolto il trucco. Mi è passata la fame. Mi sento una perfetta idiota. Perchè deve sempre finire così? /edit -Perchè questa casa non è un albergo, non vieni solo per mangiare e per dormire! Ci sono delle regole e le devi rispettare! Quando verrai qui, farai quello che dico io, e verrai con noi a messa! Ieri sera ho telefonato a mio padre, la conversazione è durata ben dieci minuti; un record, se si considera che la lunghezza media delle nostre chiacchierate telefoniche si aggira intorno ai quaranta/cinquanta secondi. Ieri, però, la discussione che mi sono trovata ad affrontare ha richiesto l'impiego di un tempo decisamente maggiore rispetto a quello che avrei avuto la pazienza di spendere. Riassumendo posso felicemente annunciare di aver concluso con mio padre il fatidico discorso, e di esserne uscita vincente (almeno fino a nuovi sviluppi). Con una modulazione ben studiata del tono di voce e una calcolata fluidità nel parlato, gli ho educatamente annunciato che fino a quando non si fosse deciso a smetterla di impormi il suo credo, non avrei più messo piede in casa sua. E naturalmente non è mancata l'ennesima conferma di quanto limitato, carente e retrogrado sia il frutto dell'elaborazione mentale di quell'individuo. Per non annoiare nessuno riportando parola per parola quello che potrei definire il percorso del discorso, vi basti sapere che alle 19 di ieri, per la prima volta da quando ho avuto la sventura di avere a che fare con mio padre, mi sono sentita sollevata, indipendente ma soprattutto libera. Libera di un peso, libera di diciott'anni di oppressione, libera di far valere le mie ragioni. E se mio padre, in maniera così ottusa, preferisce rinunciare a vedermi piuttosto che accettare la mia posizione - che reputo legittima -, allora può andare al diavolo, non è più un mio problema. Ciò desidero è che d'ora in avanti io sia lasciata libera di vivere la mia giovinezza serenamente, come avrei dovuto fare già da molto tempo. E speriamo che questo sia l'epilogo di una vicenda che non aspetta altro che essere archiviata. <<Penso che la maggior parte dei suoi effetti nella storia sia stata dannosa. (...) La religione è stata dannosa perché ha fatto in modo che la gente credesse a cose delle quali non esistevano prove concrete, e questo ha falsato il pensiero di tutti, ha falsato i sistemi di educazione e creato anche una completa eresia morale: e cioè che è bene credere a determinate cose e male credere ad altre, senza domandarsi se queste cose sono vere o false.>> Nemesi wrote at 15:19 commenti (7)
martedì, 25 settembre 2007 "Perchè il tuo dilungarti nel fare un discorso, le parole ricercate che usi, il tuo essere così logorroica, tutto questo mi urta semplicemente i nervi". Hai ragione, dieci minuti di chiacchiere sono troppo pesanti da sostenere, meglio ridurre la discussione all'osso, anzi, che dico, non iniziamola neanche! Scusami se non infarcisco i miei discorsi di futili argomenti, scusami se non parlo proprio terra terra, scusami se sono uguale spiccicata a mio nonno, e se sono snervante quanto lui. Scusami anche per la nausea che ti procuro quando inizio a parlare, scusami se non sono sbrigativa e superficiale come te, scusami se parlo di temi troppo poco mediocri, scusami se mi affascinano discorsi impegnativi e intelligenti, e scusami se non corrispondo esattamente a ciò che vorresti io fossi. Ma in fondo sai una cosa? Io mi piaccio anche così. Nemesi wrote at 17:40 commenti (4)
domenica, 23 settembre 2007 (Starr, ti avevo promesso una mini recensione ed eccola qua.) Ieri sera ero a Settimo Milanese con Luca e la Starr, a vedere il tipo della Starr che suonava. Devo dire che mi sono proprio divertita. Arriviamo lì dopo varie peripezie (tra cui tre dossi praticamente ignorati dal mio uomo per via dell'opportuno cartello nascosto e fatti in velocità u_ù, e una strada segnata sul navigatore come percorribile, che però non era ancora stata fatta o_O) e saliamo per una scaletta stretta stretta - Marco, il tipo della Starr, avrebbe suonato in un locale -. Entriamo e una signorina ci appone un timbrino a forma di stellina blu sul dorso della mano come segno distintivo. Poi ci sediamo, appoggiando le felpe su una seggiola - poi ribattezzata la sedia dell'ammòre (il perchè non lo ricordo, comunque sia era la sedia dell'ammòre mia e di Luca) - prendiamo tre birre e iniziamo tranquillamente a parlare del più e del meno. Finalmente vediamo Marco e facciamo le dovute presentazioni. Poi il gruppo incomincia a suonare e bon, abbiamo ascoltato tutto il loro repertorio e anche qualche pezzo del gruppo successivo - quella ragazza alla batteria spaccava i culi! - il cui bassista, mentre suonavano gli Shopping (questo era il nome del gruppo di Marco) continuava a gridare a Marco di insultarlo o_o" E comunque, chiusa la parentesi del bassista feticista, mentre eravamo in piedi per vedere lo spettacolo, dei tizi han preso posto al nostro tavolino. Nessuno però si è seduto sulla seggiola dell'ammòre, evidentemente la sua aura maggica l'ha preservata dal tocco altrui. Alla fine ce ne siamo tornati a casa soddisfatti, e a quanto mi ha confermato la Starr, durante il viaggio di ritorno ho fatto strani discorsi circa il mio desiderio di avere in futuro dei bambini con Luca, e lui mi ha persino dato corda XD Una serata così ci voleva, perchè mi ha distolta dalla spiacevole giornata che avevo trascorso fino a poche ore prima. Bene, ora credo che andrò a finire di disegnare la statua di "Amore e Psiche". Fatemi gli auguri >.> Nemesi wrote at 20:59 commenti (6)
sabato, 22 settembre 2007 Non riesco a respirare, mi gira la testa. Gli occhi gonfi di lacrime, il viso rosso. Dio, sto per vomitare. L'hai fatto ancora, tante e tante volte. L'hai fatto ancora e intanto ridevi. Mi hai ferita. Mi hai umiliata. Mi hai trattata come una bestia. Ti sei beffata di me. Hai urlato. Hai urlato. Hai urlato, dannazione! E poi mi hai dato il colpo di grazia, al che ho perso il controllo. Urlare. Piangere. Tapparsi le orecchie. Urlare ancora. Scuotere la testa. Ribellarsi. Niente, il dolore si è insinuato lo stesso. Prepotente. Non riesco più nemmeno a parlare. Non riesco più a fermare le lacrime. Dio, che schifo. Sto per vomitare. Ho perso il controllo ed è come se tutto mi fosse crollato addosso. Un'altra volta. Vorrei prendermi il viso tra le mani e iniziare a graffiarlo. Ma sono una vigliacca, non potrei mai. Vorrei urlare a squarciagola, urlare e picchiare. Vorrei picchiarti. Vorrei sfogare la mia rabbia e delusione. Mi hai ferita. Mi hai ferita con la tua voce tagliente e ne hai riso compiaciuta. Mi hai canzonata non appena hai visto che le lacrime iniziavano a rigarmi il volto. E io odio queste lacrime, per non essere riuscita a contenerle, ad evitarle. E odio che tu mi veda in questo stato. Odio il non riuscire a ferirti, il volerlo e non volerlo fare, perchè vorrei che tu provassi anche per una sola volta il dolore che mi hai scaraventato addosso. Una madre non dovrebbe trattare così sua figlia. Nemesi wrote at 16:19 commenti (2)
venerdì, 21 settembre 2007 Test passatomi dalla Fede. Devo elencarvi otto stranezze che mi caratterizzano e poi passare il test ad otto persone. Visto che sono particolarmente stanca stasera invito le prime otto persone che salgono sul blog e che non hanno già fatto il test, a inziarlo. Notte. 1) Se c'è una cosa che non riesco a bere è il latte, la mattina mangio sempre uno yogurt, per non rischiare di sentirmi male mentre vado a scuola. Effettivamente però, visto che alle sette del mattino non ho per niente fame, direi che riesco a mangiare più o meno mezzo yogurt con dentro qualche biscotto e niente più. Ovviamente lo yogurt che resta finisce in frigo, pronto per essere mangiato il giorno dopo e, altrettanto ovviamente, il giorno dopo lo stesso vasetto coi fermenti lattici ormai ballonzolanti finisce nella spazzatura u_ù. 2) Da piccola dormivo con una camicia da notte bianca con le ciliege, che annodavo in modo che somigliasse a un coniglietto. Ma ogni volta che mia nonna la lavava, ne tagliava i bordi ormai consunti. Alla fine di quella camicia rimase solo un filo e mi addormentavo lo stesso con quel filo grigiastro in mano, strofinandovi sopra le dita. Finiva sempre che lo perdevo nel letto e quando mi svegliavo mi disperavo. Comunque sia, ogni volta riuscivo a trovarlo. Ora ne ho perse le tracce. Dovrei rimettermi a cercare... 3) Credo che questo comportamento derivi dal punto precedente. Quando sono seduta ho il vizio di pendere la cucitura interna dell'orlo in basso dei pantaloni della tuta, e di iniziare a toccarlo con le dita. Si bè, diciamo che poi si scuciono i pantaloni ma vabbè u_ù io lo trovo estremamente rilassante. 4) Ai nomi tendo ad associare oggetti/professioni. Per esempio, Antonio e Roberto sono i salumieri col cappellino di carta stagnola in testa. A Nicola sono venuti i capelli arancioni a furia di mangiare carote. Clarissa è una clessidra, mentre Simona, se non ricordo male, deve avere a che fare col salame. Potrei andare avanti all'infinito. 5) Scrivo tenendo la penna molto vicina alla punta con il pollice, l'indice e il medio. 6) Il sogno segreto della mia vita è quello di unire la miriade di nei sparsi per il mio corpo. 7) Non riesco a dormire con il cuscino alto, infatti quando vado in vacanza in albergo è un disastro perchè mi sveglio con il collo dolente. Invece mio cuscino è piuttosto basso, morbido e sottile. 8) Non riesco a litigare con persone che non sono mio padre o mia madre. Sarà che le parole adatte mi vengono sempre a scoppio ritardato, sarà che sono molto timida e certamente poco plateale, sarà che preferisco risolvere le questioni con tranquillità, sarà pure che mi mette a disagio se il mio interlocutore reagisce violentemente. Spesso finisce che, se non ne vale la pena, lascio perdere, soprattutto se si tratta di questioni di poco conto. Nemesi wrote at 21:52 commenti
giovedì, 20 settembre 2007 h 19.45 Mi scuso in anticipo per la finezza ma ho le palle girate perchè quasi un'ora fa ho chiamato quel fetente di mio padre. Che fosse un emerito stronzo già lo sapevo ma non è piacevole trovarne ogni volta la riconferma. Niente, lo chiamo per chiedergli se sarebbe venuto a prendermi questa domenica - non certo perchè muoia dalla voglia di rivederlo, semplicemente per non creare il pretesto per un suo eventuale tentativo di troncare illegalmente il versamento dell'assegno mensile - e lui risponde di si. Al che, con i dovuti modi, gli illustro garbatamente la mia intenzione di non farmi trascinare a messa nè domenica nè mai più. Mister intelligenza inizia ad applicare la sua "formidabile" e riciclata tattica, quella che prevede lo spingere il suo interlocutore a sentirsi in colpa per l'assurdo comportamento consapevolmente adottato. Inutile dire che ormai il suo rimedio della nonna non mi tange più. Inutile anche dire che gli ho ribadito la mia libertà di decidere se frequentare o meno determinati luoghi. Ovviamente la sua brillante reazione è stata di darmi dell'ipocrita egoista, quando invero io gli ho sempre spiattellato la mia avversione nei confronti della Chiesa e dei contenuti che va predicando. E così ha incominciato a urlarmi per telefono che ero una specie di rifiuto della società e altre belle cose simili. Mentre, credo, la merda della situazione altri non è che lui, dato che si comporta esattamente l'opposto di come dovrebbe fare - per usare le sue frequenti parole - un buon cristiano. Oh coglione, dovrebbe solo baciare la terra sulla quale cammino, dovrebbe ringraziare il suo fottuto dio perchè gli offro ancora la possibilità di vedermi nonostante io non abbia mai avuto il benchè minimo rapporto con lui. Dovrebbe solo vergognarsi delle schifezze che mi dice tutte le volte, e incominciare a trattarmi come una persona normale anche se non credo e non ho fede, e dovrebbe anche riflettere sul fatto che così facendo mi incoraggia via via a mandarlo al diavolo una volta per tutte. Diciamo che c'è stata una pausa di tre quarti d'ora durante la quale ho mangiato in piedi, perdendo praticamente parte della rabbia che avevo prima in corpo. Ero così agitata che tremavo dal nervoso =_=. Il punto è che non sopporto che mi si tratti come non merito e che mi si affibino epiteti che con me non hanno nulla a che fare. Sono sempre stata coerente, sincera con lui circa le mie intenzioni, proprio per non farmi rinfacciare di aver fatto per diciott'anni il contrario. E sentirmi ancora una volta dare della stronza solamente perchè gli ho espresso nuovamente, e stavolta con la certezza di averne tutto il diritto, che io non ho piacere di essere costretta a sorbirmi i predicozzi di un pincopallo qualunque che si arroga la facoltà di plagiare le masse (ovviamente la questione glie l'ho esposta su toni molto ma molto più consoni alla situazione e sicuramente più inclini ad essere recepiti con una benevola disposizione d'animo), questo no, non mi sta bene. Non più, almeno. Oltretutto la falsità di quest'individuo l'ha portato, nella telefonata di questa sera, ad accusarmi di aver sempre accettato di andare a messa con lui per mia libera scelta, quando, al contrario, ho quasi rischiato di venir menata quella sera che gli ho accennato garbatamente la cosa e lui, livido di rabbia, è scattato in piedi serrando i pugni a due dita dal mio viso. Per non parlare di quando, frugando tra le mie cose, è entrato in possesso di quel libro che ho tanto apprezzato ("Perchè non possiamo essere cristiani") e che mi è valso una reazione che assolutamente non ho intenzione di descrivere qui. Ma siccome mio padre è un gran bastardo, deve sempre distorcere i fatti per volgerli a suo favore, facendo passare gli altri per gli omuncoli della situazione. Di una cosa mi vergogno, e non certo delle idee in cui credo. Spesso provo una sensazione pungente di imbarazzo, una profonda vergogna, un senso di irritante fastidio per quel ramo del mio albero genealogico di cui mio padre fa parte e al quale purtroppo non posso fare a meno di appartenere. Dico purtroppo. Nemesi wrote at 20:53 commenti (3)
mercoledì, 19 settembre 2007 Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù ti annega di verde e ti copre di blu ti copre di verde e ti annega di blu Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero si ubriaca di stelle e il mattino è leggero Dal Donegal alle isole Aran e da Dublino fino al Connemara dovunque tu stia viaggiando con zingari o re il cielo d'Irlanda si muove con te il cielo d'Irlanda è dentro di te Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero ma dopo un momento li fa brillare più del vero Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica si apre e si chiude con il ritmo della musica si apre e si chiude con il ritmo della musica Dal Donegal alle isole Aran e da Dublino fino al Connemara dovunque tu stia viaggiando con zingari o re il cielo d'Irlanda si muove con te il cielo d'Irlanda è dentro di te Dovunque tu stia bevendo con zingari o re il cielo d'Irlanda è dentro di te il cielo d'Irlanda è dentro di te >>Quanto vorrei, un giorno, poter vedere anch'io il cielo d'irlanda. Nemesi wrote at 21:56 commenti (6)
lunedì, 10 settembre 2007 Occhei, è ricominciata la scuola. Esco di casa alle 7.00 e una faccina nella mia testa sorride soddisfatta, "Fantastico, sei in orario", già, ma solo perchè è il primo giorno di scuola. Da domani tutto tornerà come prima, e io arriverò in stazione trafelata perchè sarò uscita di casa troppo tardi. Ma oggi va così, perchè oggi è il primo giorno di scuola. Arrivo in stazione, solite facce, solita gente, che monotonia. Vengo travolta da una tizia con la quale sono solita fare il viaggio fino a Saronno, la quale più che con un abbraccio di "ben ritrovata" credo mi abbia assalita con una testata/placcaggio, dato che nel suo gesto c'era ben poco di affettuoso. Soprassediamo. Arrivo a destinazione con un pò di amaro in bocca: quest'anno sarà tutto diverso, mi dico. E tuttavia percorro l'uscita della stazione con una certa enfasi, pregustando il tragitto che avrei fatto di lì a poco col mio ragazzo. Abbracci con le mie amiche nel solito punto davanti al retro della biglietteria, poi di corsa da lui, per non perdere un secondo del breve tempo a nostra disposizione. Passeggiamo mano nella mano, fino ad arrivare a scuola. Baci. Ci separiamo. Torno indietro con le mie amiche, diretta in sede staccata. Squallido. Lo scenario è davvero squallido. Ci guardiamo sconfortate. E tuttavia mi metto a cercare la Starr fuori, perchè entrambe ci eravamo prefissate di incollarci all'ingresso della scuola per impossessarci dei fottuti banchi in fondo all'aula. Ovviamente ci siamo sedute ai primi. Sorrisi per le vecchie compagnie, nessun cenno di saluto da parte di alcuni compagni di classe, quelli soliti, quelli falsi. Falsi e ipocriti, senza un briciolo di coerenza o vergogna. "Chiedi all'Ila se ha qua le versioni". Perchè rivolgersi a me direttamente è troppo difficile. Già è vero, le persone come loro non si abbassano a parlare con una come me. Perchè loro sono gente "avanti", gente "che spacca", gente "che i compiti non li fa, li scrocca". Bè, forse non sanno la novità: da quest'anno ci si arrangia, ognuno per sè. E dopo aver rivisto la prof di lettere, che ci ha deliziati con la spiegazione di Parini (perchè anche se siamo in quinta quest'anno, siamo piuttosto indietro con il programma di italiano), abbiamo fatto la conoscenza del giovane prof di scienze della terra. Si è presentato bene, ne ho avuto una buona impressione, anche se l'aver dovuto dire ad alta voce nome e cognome, età, materie preferite e obiettivi per il futuro, me lo sarei risparmiata volentieri. Infine abbiamo conversato un'oretta con la prof di storia e filosofia, la quale non ha mancato - che presenza di spirito quella donna! - di sminuire in maniera piacevolmente spartana le facoltà intellettive di una certa mia compagna di classe. Non pensiate che io ce l'abbia con la classe per intero, assolutamente. Ma ci sono una decina di soggetti che hanno dato più volte prova di essere assolutamente superficiali e opportunisti, indi io e le mie amiche abbiamo preso le dovute distanze da essi. Dicevo, comunque, che la prof di filosofia ha amabilmente chiacchierato con noi, interessandosi anche delle varie coppie che si erano formate l'anno scorso al rientro dalla gita. Al che guardando me e una mia compagna con occhietto malizioso e vispo, ha esclamato: "Qui da queste parti debbono esserci due ragazze che che sono state con altri miei alunni, è vero?" Non ho potuto fare a meno di arrossire e di annuire, dopodichè la prof è tornata all'attacco, chiedendo: "State ancora insieme?" "Ma certo, prof." le ho sorriso imbarazzata. E lei di rimando: "Luca, vero...?" "Sì prof." ripresi ad arrossire. "Un bravo ragazzo." ha concluso con un gran sorriso e iquel suo inconfondibile accento romagnolo. Non so di quali sfumature si sia colorito il mio viso, ma credo di aver sfoggiato tutte le possibili tonalità di rosso, prima che la prof cambiasse il soggetto delle sue attenzioni. Al termine della mattinata, poi, mi sono recata nuovamente in sede e ho fatto un pezzo di strada del ritorno con il mio ragazzo. Rimpiango le vacanze soprattutto perchè prima avevo la possibilità di uscire con Luca quasi tutte le sere. E il sapere che lui era nel mio stesso fabbricato avrebbe compensato un pò questa mancanza. Potrei riassumere la giornata di oggi con una frase, la seguente. Buona serata. Sede staccata, succede che lei lo vorrebbe con sé, succede che lui le manca. Nemesi wrote at 21:32 commenti (4)
domenica, 09 settembre 2007 "Mamma, cos'è che mi dovevi dire di tanto importante?" - Non è facile. Devo trovare le parole giuste per non turbare la tua suscettibilità emotiva. "Dai mamma, se dici così mi metti l'ansia. E' così grave la cosa?" - Non è che sia grave, potresti soffrirne. E' da un pò che te ne vorrei parlare. Pensieri, riflessioni...conclusioni. Alla fine ci sono arrivata da sola. "E' così che stanno le cose?" - Sì. Lacrime. - Ila...ascoltami... Lacrime. - So che ora la cosa ti fa male, ma sei una ragazza intelligente. Ti prego, cerca di capirmi. - So che puoi farlo. Lacrime. "Va bene..." Lacrime. "D'accordo, se è questo che ti rende felice. Va bene." Alla fine devo cercare di non pensarci più, in fondo io ho la mia vita, una vita che adesso mi appaga e che non ho alcuna intenzione di sciupare. Alla fine devo cercare di capire, è giusto sia così. E se anche le lacrime continuavano a scendere contro la mia volontà, io volevo cercare di capire. Voglio riuscire ad accettare, anche perchè la situazione non cambierà a seconda di come la prendo io. Per questo è necessario che io la accetti, per non starci più male. Tanto non riguarderà me, io ne rimarrò fuori. Devo solo riuscire a non pensarci più. Nemesi wrote at 17:20 commenti (1)
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Il Blog
E io penso che i fantasmi, in generale, non siano altro in fondo che piccole scombinazioni dello spirito: immagini che non si riesce a contenere nei regni del sonno: si scoprono anche nella veglia, di giorno; e fanno paura.
me
Ilaria.
Diciannove anni. Cancro. Milanese di sangue. Maturità scientifica ~ 97. Molto dolce.
Timida.
Timidissima. Sentimentalmente
appagata. Ansiosa.
Terribilmente
emotiva. Dolce. Malinconica. Ama la sincerità . Di indole pigra.
Creativa. Estremamente romantica. Cerca di rendersi simpatica, e a volte riesce nel suo
intento. Riflessiva di natura. Pessimista per scelta. Si crea un sacco di
complessi. Testarda all'occorrenza. Precisa. In apparenza forte. Fragile e
insicura,
se si guarda più in profondità .
E' così soffice la sua morbida trapunta di
tristezza. Spesso le capita di
sentirsi sola. Non potrebbe prescindere dal suo ragazzo. che è una parte di lei. Bisognosa di certezze e di stabilità . Imperfetta. She's pieces of what she used to be. Fa di tutto per non illudersi, ma alla fine ci ricasca sempre. Assolutamente priva di autostima, manca quasi completamente di fiducia in se stessa.
Selettiva. Pochi sono in grado di capirla. Sebbene sia il tipo di
persona che non esterna i suoi dispiaceri, ultimamente ha le lacrime in
tasca. Attende con ansia il giorno in cui andrà a vivere altrove, insieme al suo ragazzo. che poi è tutta la sua vita.
amo
Luca ♥, il
nonno, la nonna, disegnare, la musica classica, il metal, la scultura, i manga, stare ora attaccata a internet cazzeggiando allegramente,
i miei unici e veri amici, uscire e divertirmi, la persona che sono interiormente, la sensibilità , essere capita, essere ascoltata, avere qualcuno su cui poter sempre contare,
vivere, la bellezza, gli abbracci, le coccole, le sdolcinatezze, il calore della sua pelle, i suoi baci sul collo,
lui, i ricordi piacevoli,la montagna, la cultura, i libri e l'odore delle loro pagine, la poesia, l'arte, Edvard Munch, la filosofia,
i tulipani, lo scrosciare della pioggia sui vetri, il profumo dell'erba appena tagliata, l'odore del legno che arde, leggere, essere apprezzata, la fotografia, il fuoco, la neve, le matriosche,
il ticchettio del gessetto sulla lavagna, i lamponi, i frutti di bosco, il gelato fior di latte-nocciola, i felini, le patatine fritte, la pizza, la pasta al pomodoro, le Converse,
il verde, Edgar Allan Poe, i paesi nordici, Praga, Parigi ♥.
odio
La mia situazione familiare attuale, la mia insicurezza, l'autolesionismo, la sofferenza, gli addii,
le partenze, l'amore non corrisposto, l'ansia, l'angoscia, l'autocommiserazione, piangere in pubblico, i miei blocchi psicologici,
la paura di perdere le poche persone care che ho, quando mi imbarazzo, la voce che mi muore in gola, la costrizione, la violenza
(sia fisica sia psicologica),
le urla, le scenate a cui ho assistito, essere messa a disagio, la profonda tristezza che talvolta mi opprime,
i brutti ricordi che sono ancora così vicini e a volte tornano a far male, la tensione nervosa con cui ho convissuto, tutte le occasioni perse a causa di mio padre, il rancore, l'inconcludenza, le interrogazioni, le quisquiglie, il conservatorismo, la chiesa,
i dogmi, la stupidità umana nel seguire acriticamente la corrente, la pretesa di dare a tutti i costi risposte definitive a ciò che è ignoto, chi è incapace di apprezzare la cultura, chi osteggia la libertà di pensiero, i truzzi, i ruffiani, chi si impiccia degli affari altrui invece che pensare ai propri, la superbia,
il razzismo
, i nazi, i fasci e tutta questa gentaglia, copertine e pagine
dei libri rovinate, l'invidia, l'ipocrisia, la prepotenza, chi parla dietro e non ha il coraggio di dire le cose di persona, il computer che si blocca al momento meno opportuno, i vermi, il film
"Io sono Sean", chi parla troppo senza preoccuparsi che il suo interlocutore abbia qualcosa da dire,
il totale rifiuto che certe persone hanno di ascoltare l'altro, la facilitÃ
con cui si cercano pretesti per accapigliarsi, odiare.
quotes
Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita.
Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro.
Perciò si lanci, accidenti a lei! (Il Favoloso Mondo di Amélie)
also on
*pensieri altrui
sounds
AFI, Anti-Flag, Altaria, Après la Classe, Arctic Monkeys, Avantasia, Bad Religion, Baustelle,
Blind Guardian, Bon Jovi, Black Sabbath, Cattive Abitudini, Danny Elfman, Dark Moor, Dire Straits, Drakkar, Dream Evil, Dream Theater, Edguy,
Ensiferum, Fabrizio De Andrè, The Distillers,
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ink
Anna Karenina. Amleto. Aspettando Godot. Che tu sia per me il coltello. Come dio comanda. Compagno di sbronze. Così parlò Zarathustra. Cronache dal mondo emerso. Cuori in Atlantide. Danny l'Eletto. Enrico IV. Harry Potter. I Malavoglia. Il Cavaliere Inesistente. Il Codice Da Vinci. Il Conte di Montecristo. Il Nome della Rosa. Il Piacere.
Il Piccolo Principe.
Il Ritratto di Dorian Gray. Il
Signore degli Anelli. Il Terzo gemello. L'Arte di farsi rispettare. La Fabbrica di Cioccolato. La Figlia della Luna. Le Guerre del Mondo Emerso.
Les Fleurs du Mal. L'insostenibile leggerezza dell'essere. Liberalismo e Democrazia. Memorie dal Sottosuolo.
Perchè non possiamo essere cristiani. Racconti del grottesco e dell'arabesco. Ricambi. Shining. Trainspotting. Una questione privata. Uno, nessuno e centomila. Zanna Bianca. Zio Vampiro.
manga
Ai Shite Night. Angel Sanctuary. Ayashi no Ceres. Chobits. Fushigi Yugi. Inuyasha. I's. Lamù. Mars. Nana. Paradise Kiss. Ranma 1/2. Zettai Kareshi.
movies
Alice nel Paese delle Meraviglie. Amleto (Franco Zeffirelli regista).
Arancia meccanica. Bambi. Big Fish. Braveheart. Butch Cassidy. Casanova. Casper.
Cenerentola. Chocolat. Cruel Intentions. Dragonheart. Edward Mani di Forbice. Fantasia. Forrest Gump. Frankenstein Junior. Grease. Harry Potter. Intervista col Vampiro. Il Corvo.
Il Favoloso Mondo di Amélie. Il Mistero di Sleepy Hollow. I Muppets. Il Signore degli Anelli. Il Santo. L'altra metà dell'amore. Le Cronache di Narnia. La Fabbrica di Cioccolato. La Famiglia Omicidi. La Grande Corsa. La Grande Guerra. La Spada nella Roccia. La Sposa Cadavere. La Stangata. L'Ultimo Sogno. Le Vergini Suicide. Madagascar (1 e 2). Little Miss Sunshine. Marie Antoinette. Mary Poppins. Mi presenti i Tuoi. Moulin Rouge. Non siamo angeli. Notte prima degli esami. Ocean's Thirteen. Omen-Il presagio. Orgoglio e Pregiudizio. Peter Pan. Pirati dei Caraibi.
Pochaontas. Profumo di Donna. Romeo e Giulietta (Franco Zeffirelli regista). Robin Hood. Scarface. School of Rock. Secret Window. Shakespeare in Love. Shrek. Spiderman. Spongebob. Taxy Driver.
The Nightmare Before Christmas. The School of Rock. Trainspotting. Troy. Tutto può succedere. Una Serie di Sfortunati Eventi. Vi presento Joe Black. White Noise.
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Everwood. House_MD. Inspector Rex. One Tree Hill Relic Hunter. Settimo Cielo.
Scrubs. Una Mamma per Amica. Veronica Mars.
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