sabato, 28 luglio 2007


Confesso che questa foto non ti rende giustizia, nonno. D'altra parte da una sorella di nove anni cosa si può pretendere? >.>

Comunque, questa credo sia una delle poche foto, se non la prima, in cui siamo io e te. E anche se negli ultimi tempi le fatiche e i dispiaceri hanno segnato il tuo volto, lo stesso che ancora si diceva fosse giovane nonostante l'età, per me, per tutti rimani sempre un nonno giovane, lucidissimo, colto e soprattutto saggio. Se tu sapessi quanto ho cercato di carpire dai tuoi insegnamenti, quanta ispirazione ho tratto dai tuoi comportamenti, dal tuo modo di essere. Ma probabilmente questo tu lo sai. L'hai sempre saputo. Perchè noi due siamo così simili. Non servono parole, non sono mai servite. E' sempre bastato uno sguardo perchè tu vedessi quello che mi frullava dentro questa testolina laboriosa. Mi hai risparmiato la fatica di doverti spiegare, tanto tu capivi al volo. E mi hai sempre tirata su, mi hai sempre dato quel lumicino di speranza che da sola non riuscivo a scorgere, tu con i tuoi discorsi seri, il tuo linguaggio forbito, i tuoi consigli. Tu e le mille espressioni buffe che ancora ti diverti a farmi, anche se purtroppo al momento ti manca la voglia di sorridere (viste le condizioni precarie della nonna). Tu che mi tenevi in una mano quando ancora non parlavo, tu che mi hai cresciuta e mi hai insegnato a vivere. Se ora possiedo questo carattere, lo devo in gran parte a te. E quando mi hai insegnato a disegnare e un giorno col sorriso sulle labbra e una finta aria sconsolata mi hai detto: "Eh sì, sono proprio diventato vecchio. L'allieva ha superato il maestro". O quella volta che mi hai pazientemente insegnato a suonare quei tre pezzi e tre quarti al pianoforte. Per tutte le volte che hai espresso la tua soddisfazione nei miei confronti, per ogni occasione in cui ti rivolgevo una domanda e tu soddisfavi ogni mia rischiesta, perchè a tutto avevi una risposta. Per quelle lunghe chiacchierate profonde che a tua figlia infastidiscono tanto, e che solo noi due possiamo apprezzare. Perchè la tua sensibilità equivale alla mia e il nostro è un rapporto esclusivo. Perchè in qualunque occasione mia madre dicesse con invidia e gelosia "Per te esiste solo il nonno, non è così?" io dentro di me gioivo all'idea di essere considerata come una figlia da te. Perchè non ho mai elemosinato il tuo affetto. Perchè sei la mia famiglia. Grazie. E se anche qualche volta penso alla sofferenza che proverei se tu venissi a mancare e gli occhi si velano di lacrime, ora non voglio pensarci. C'è ancora tanto tempo davanti ai tuoi 74 anni. Ti ammiro, come anche l'esperienza straordinaria che hai alle spalle. Ammiro la tua razionalità, il tuo autocontrollo, la tua forza d'animo. La condizione agiata che ti sei guadagnato con tanti sacrifici, lavorando sodo fino a raggiungere i vertici, mi è da stimolo per il futuro.
Sei sempre stato il mio sostegno, la mia colonna portante, il mio modello, e desidero che continui ad essere così. Sempre.



Nemesi wrote at 18:48
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venerdì, 27 luglio 2007


Oggi ho passato la mattinata e parte del pomeriggio con te, e sono stata benissimo. Tu eri così...non riesco a dirlo. Ti guardavo con gli occhi colmi di affetto e dentro mi ripetevo quanto fossi felice con te accanto, quanto fossi soddisfatta e serena. E' incredibile come tutto possa divenire speciale grazie alla presenza di una sola persona, anche un semplice mangiare insieme può risultare tanto intimo e delizioso. Quando sto in tua compagnia posso concedermi di dimenticare tutto quanto è all'infuori di noi, oppure decidere di condividere con te ogni mio aspetto, aprendoti pian piano il mio cuore (che è quello che sto lentamente facendo, ormai ci sto riuscendo). Tante volte vorrei trovare le parole giuste e dirti quello che provo nei tuoi confronti. Già l'ho fatto, ma spesso, se ci riprovo, sento morirmi le parole in gola, probabilmente a causa di quel residuo di timidezza che non riesco a scrollarmi di dosso. Rare volte ci riesco, altre cerco di compensare questa mia debolezza abbracciandoti forte o facendoti una carezza. Ci sono tanti modi per far capire al proprio compagno quanto è importante. Io spero di esserci riuscita.
E ora mi sento tanto stupida ed egoista, ma il pensiero che venerdì partirai per Londra mi manda in crisi. Non ci vedremo per un mese. Non ti vedrò per un mese. Un mese è tantissimo, può diventare interminabile se manca l'unica cosa essenziale, se manchi tu. Al diavolo le frasi fatte come "la lontananza rafforza il rapporto". Saranno trenta giorni estenuanti, nient'altro. Mi hai promesso di trascorrere quest'ultima settimana che ci resta il più possibile con me. E così sarà. Non voglio sciupare il poco tempo che abbiamo per stare insieme. Voglio che tu parta già con il desiderio di potermi riabbracciare.

[edit] Ricordo uno/due anni fa, quando mi turbava l'idea di essere diventata una ragazza fredda. Temevo che le varie vicissitudini che hanno caratterizzato la mia vita, mi avessero in qualche modo indurito il cuore. Avevo paura che la difficoltà che avevo nell'esprimere i miei sentimenti, fosse dovuta ad una sorta di opaca insensibilità che col tempo si era insinuata nel mio animo, sino a impadronisi di me. Volevo andare da uno psicologo. Ma alla fine ho desistito, e ho compreso. Grazie anche a mio nonno, mi sono resa conto che tutte le mie remore erano dovute principalmente alla medesima causa: una straordinaria timidezza. Straordinaria non per la sua importanza, intendiamoci, ma per la sua entità. Ebbene, avere Luca vicino mi aiuta anche in questo: grazie a lui sto vincendo parte dei miei blocchi, e ho trovato dove riversare tutto l'affetto che in questi anni ho tenuto segregato nel mio intimo. Quell'affetto accumulatosi anche nell'ambito di situazioni spiacevoli, quell'affetto che in realtà è il frutto dello stesso desiderio che avevo di riceverlo da qualcuno (probabilmente da una famiglia unita), non ho mai potuto donarlo a nessuno. Ora, invece, posso finalmente rifarmi del passato. [/edit]

Nemesi wrote at 21:31
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mercoledì, 25 luglio 2007


Poco o niente da dire, giusto due parole sul fatto che ho un pò d'ansia alla prospettiva di dover intraprendere il fatidico discorso risolutivo con mio padre. Le cose da dire sono non poche, innanzitutto che ho accanto a me un ragazzo (cosa che sono certa attirerà su di me le peggiori ingiurie visto che mio padre nutre gelosia al solo pensiero che potrei provare dell'affetto per qualcuno che non porta il suo cognome); da chiarire che la frequenza delle visite diverrà saltuaria e arbitraria (ovviamente sarò io a stabilirne l'assiduità) e che per nessun motivo sarò più disposta a subire l'imposizione di andare a messa. Chiuderò definitivamente quest'umiliante parentesi e una volta per tutte sarò libera di far rispettare le mie scelte in materia. Infine da rendere noto che non intenderò più restare a dormire in quell'odiata casa. Questi, a grandi linee, sono i punti della mia "tesina" che dovrò sviluppare. E qui, ovviamente, sorgono tutti i problemi: servirebbe l'occasione atta a far sì che io incominci a parlare e devii pian piano il discorso su questo scottante argomento. La verità è che io ho sempre atteso con trepidazione il giorno in cui avrei detto a mio padre tutto quanto. Per certi versi ho già avuto modo di esternare le mie sincere opinioni, specialmente durante i frequenti litigi. Ma mio padre ha sempre preferito considerare quanto gli veniva detto, come il frutto puro e semplice dell'ira che in quel momento mi aveva presa. Credo abbia sempre cercato di convincersi che la realtà non era quella che gli contavo io, ma che in concreto fosse un'altra, certamente più soddisfacente e più vantaggiosa per lui.  Sono convinta che le mie parole, nonostante sia stato e continui ad essere un gran mascalzone, l'abbiano potuto in qualche modo ferire. Ma questo è un problema suo, non mio. Sono sempre stata onesta, ho scelto di esserlo per evitare illusioni e soprattutto (questo era il chiodo fisso che fin da piccina avevo in testa) per evitare che in futuro lui avrebbe potuto uscirsene con affermazioni di stupore davanti a quanto gli avrei detto, negando per giunta l'autenticità delle mie parole (ha sempre avuto, infatti, e conserva tutt'ora, il pessimo vizio di asserire che sono priva di capacità elaborative e che qualsiasi cosa io pronunci mi sia stata inculcata - dio, quanto odio questa parola - da mia madre a mò di lavaggio del cervello). Quanto gli ho sempre detto altro non è che il reale sentimento che ho nei suoi confronti, mera indifferenza e desiderio che mi sia data la possibilità di condurre la mia vita senza più oppressioni da parte sua. Il punto, dicevo poc'anzi, è che mi sono sempre figurata il momento di svolta nella maniera sbagliata. Da piccola non mi sono mai posta, come invece faccio ora, il problema della scelta delle parole adatte. Secondo la mia testolina ingenua, allo scoccare del mio diciottesimo compleanno le pagine di questa brutta storia si sarebbero voltate da sole, come se un improvviso soffio di vento avesse spazzato via tutto, ed io non avrei dovuto far altro che chiudere gli occhi poco prima che il prodigio si compisse e riaprirli subito dopo, consapevole che da quel momento in poi nulla sarebbe stato più lo stesso. Poi col passare degli anni e l'aumentare dell'astio nei confronti di quella figura che mi procurava tanto dolore e mi faceva stare male (perchè ogni sabato in cui dovevo andare iniziavo a piangere disperata e correvo in bagno a dare di stomaco - certi flesh che ho del mio quarto/quinto anno di vita, poi, è meglio se non li riporto alla mente -), avevo inziato a concepire il mio distacco da lui come un vero e proprio "taglio dei ponti"; e qui sorrido della mia infantilità quando ricordo con quanta soddisfazione pensavo di mandarlo letteralmente al diavolo utilizzando un linguaggio ben più colorito. Ora che sono più matura spererei di concludere la questione nella maniera più civile possibile. E anche se so che chiedere a lui un pò di civiltà è come pretendere la neve nel deserto, mi auguro almeno di non tornare a casa con lo stomaco rivoltato come un calzino (è lì, infatti, dove si stanziano la mia tensione e il nervosismo). Non mi serve che lui approvi, l'essenziale è che mi stia a sentire fino in fondo. E' nel suo interesse, poi, prendere atto della cosa nel modo più ragionevole e diplomatico. Accidenti, non fosse altro che peccherei di codardia e farei la figura della vigliacca, metterei tutto quanto per iscritto e glie lo farei avere in mano. Però ammetto che irriterebbe molto persino me stessa il non avere la possibilità di dialogare con l'altro, specialmente trattandosi di un argomento così delicato. Dannazione! Mi servono consigli.

[edit] A marzo di due anni fa scrivevo:
(...)se penso che l'hanno prossimo gli dirò: "Brutto stronzo mi hai rovinato 16 anni della mia vita ma nn ti lascerò rovinare anche il mio avvenire, quindi sparisci e nn farti più vedere a casa mia, perchè ormai sono grande e nessuno può più obbligarmi a venire da te, nemmeno il giudice!", trovo la forza di sopportare ancora per un pò tutte le sue angherie (...)
Dio, quanto ero idiota. [/edit]

Nemesi wrote at 22:10
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lunedì, 23 luglio 2007


Di ritorno da un bellissimo week-end trascorso ad Onno, sul lago di Como, dove ha la casa il mio ragazzo. Siamo partiti venerdì sera, io ero impaziente di arrivare e un pò agitata perchè mi attendeva la conoscenza di suo padre. Lasciando stare la mia intrinseca timidezza che ormai penso sia nota a tutti, ho sempre provato un certo disagio nel fare la conoscenza dei vari papà in cui incappavo. Forse perchè nella mia testa la figura paterna è quella che completa il quadro familiare e lo rende unito, forse perchè la prospettiva di intromettermi dell'unità di una famiglia è comunque qualcosa a cui sono poco avvezza. Non ho mai avuto una vera famiglia, non so cosa significa vivere tutti insieme. Per me è una specie di novità e non nascondo che le novità mi mettono inizialmente un pò di ansia. Alla fine, comunque, si è risolto tutto tranquillamente. Il padre di Luca, per quel poco che ho visto, mi è parso molto socievole, simpatico e di compagnia. Anche la mamma è aperta e disponibile, così come la sorella. Ricordo che ad un certo punto, il vederli tutti così in armonia tra di loro mi ha scossa. Non so ben definire ciò che ho provato in quel momento, era una specie di tiepida malinconia, come se qualcosa di nostalgico si fosse risvegliato in me. Una malinconia, dicevo, e al contempo uno strano, vivace affetto. Mi sentivo estremamente felice, come se nella mia testa mi fossi illusa che anch'io avrei potuto avere una famiglia così se solo ne avessi avuto l'opportunità e le circostanze fossero state altre. Quella sensazione di piacere credo fosse dovuta anche al fatto che io stessa avevo avuto occasione, almeno per una volta, di prendere parte in quel nucleo familiare ideale, sebbene solo come spettatrice. E anche se Luca mi ha ricordato che non sempre era tutto così roseo, che l'armonia che vedevo era il massimo che mi potevo aspettare da quella famiglia, e di meglio non c'era, io ho cercato di concentrarmi su ciò che vedevo e di trarne un qualche beneficio; perchè da me è sempre stato tutto il contrario: vi erano sempre angoscia e squallore, ed era triste sapere che di meglio non c'era.
Comunque, fatte le dovute presentazioni è iniziato il mio piacevole soggiorno in quella casa.

Ieri sera riflettevo a proposito del momento splendido che sto vivendo con il mio ragazzo. Credo sia il periodo più bello della mia vita, non ho mai avuto così tante soddisfazioni dal punto di vista affettivo. E anche se spesso mi ritrovo avvolta da un velo di malinconia, ciò non significa che sia insoddisfatta di tutto, o che non ci sia nulla in grado di alleviarmi da questo mio stato d'animo, che ho scoperto essere ormai parte di me.  Spesso penso a come sarebbe la mia vita se Luca non ne facesse più parte. E' qui che mi rendo conto di quanto sia diventato indispensabile per me, nel momento stesso in cui cerco di concepire un futuro senza di lui, un futuro che però non riesco a immaginare. E so che magari verrebbe da pensare che queste parole sono dovute ad una mente, la mia, la cui ragione è annebbiata dalla profondità del sentimento che porto nel cuore; o che parlo come una delle tante ragazzine immature che vaneggiano un futuro all'acqua di rose. Ma non è così. Sono fin troppo consapevole del fatto che nella vita le difficoltà si incontrano sempre. Per una volta però, mi piacerebbe cercare di fare in modo che tutto vada bene. In fondo merito anch'io un pò di serenità. E il fatto di averla trovata nel mio ragazzo non fa che accrescere l'amore che provo per lui.
Pensare che non siamo più io e te soltanto, pensare a noi e sentire uno strano senso di completezza farsi strada dentro di me, perchè quando sto con te non ho bisogno di nessun altro. Pensare che mi vuoi bene e non chiedi altro. Sapere che posso sempre contare su di te. Pensare che non ti stancheresti mai di sentirmi parlare, nemmeno quando mi trasformo in una macchinetta incapace di contenere il flusso delle parole . E pensare di potermi rifugiare in te sempre, che tu saresti lì per me. Sentire il tuo corpo contro il mio, le tue braccia che mi stringono, il tuo respiro caldo. Alzare lo sguardo e specchiarmi nei tuoi occhi d'oro azzurri e profondi, quegli stessi occhi che ho visto umidi. E sapere che tu hai scelto la mia spalla per nascondere il volto rigato di lacrime...
Tutto questo è estremamente appagante.

Nemesi wrote at 12:50
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giovedì, 19 luglio 2007


Leggevo le biografie di alcuni grandi musicisti, e sono rimasta a bocca aperta quando ho scoperto che Ronnie James Dio, ripeto Ronnie James Dio, è nato niente popò di meno che il 10 luglio, giorno del mio compleanno. Cioè *ç*. Sono in adorazione. Lasciatemi nel mio delirio.

Nemesi wrote at 21:05
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lunedì, 16 luglio 2007


Cancro
Sei sensibile, vero e leale. Nessuno potrebbe chiedere di meglio! Non avere paura di mostrare i tuoi sentimenti, se tieni tutto dentro e continui a rimuginare, potresti lasciarti scappare delle buone occasioni. Sei timido al primo appuntamento, ti crogioli al secondo e spesso sei già completamente devoto al quinto.

Generalmente non credo a ste cose, ma cribbio se è vero quello che ho appena postato!

Nemesi wrote at 11:46
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domenica, 15 luglio 2007


Sapete, una volta sono stata piccola anch'io.



Nemesi wrote at 14:18
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sabato, 14 luglio 2007


Rileggevo un pò di post vecchi vecchi, che ho scritto quando ancora la mia visione delle cose era alterata da una sorta di immaturità legata principalmente alla giovane età. E la cosa che mi ha colpita è stata la riflessione che ho fatto a proposito di come si approcciano i bambini o comunque gli adolescenti acerbi nei confronti degli eventi che si trovano costretti a vivere. Ebbene, sono pervenuta alla seguente constatazione, che potete o meno contestare, ma per esperienza personale sono persuasa di essere nel giusto: è relativamente più semplice per un bambino affrontare determinate situazioni con una disposizione d'animo più rilassata rispetto a quella di una persona adulta e matura; in parole povere credo che un bambino riesca a vivere determinati traumi e, in seguito a superarli, più in fretta e in maniera maggiormente efficace rispetto ad un adulto, la cui consapevolezza è indubbiamente superiore e la cui visione reale delle cose e delle situazioni spiacevoli in cui è coinvolto lo inducono a valutare queste ultime sotto una luce più tristemente vera. In pratica penso che a tutt'oggi non sarei riuscita a sopportare di vivere nel modo in cui ho tacitamente vissuto fino a due anni fa, come invece ho fatto quando ero più piccola. Questo per via di una costante, seppur aleatoria e sbiadita, speranza che tutto un giorno sarebbe cambiato. Finchè si è bambini è lecito sperare, purtroppo una volta diventati grandi ci si accorge che sperare spesso è vano. Io credo invece che si possa, si debba agire e non abbandonarsi troppo a false illusioni. Ma quando anche questo risulta inefficace o impossibile, non vi è più l'inconscia inconsapevolezza degli eventi, bensì il pesante schiaffo della realtà. Questa, secondo me, è la ragione per cui da grandi si affrontano le dure prove della vita in maniera più sofferta. E forse ci vorrebbe che un pò di fanciullezza rimanesse al sicuro nell'animo di ognuno, così da poter essere tirata fuori all'occorrenza e aiutare a ritardare la vecchiaia. Non quella del corpo, ma quella del cuore.
Perchè mi faccio di queste elucubrazioni mentali, ancora non l'ho capito. Sarò mica così vecchia? :P

Nemesi wrote at 21:05
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sabato, 14 luglio 2007


Quattro mesi d'ammòreeeee *-*

Nemesi wrote at 14:45
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giovedì, 12 luglio 2007


E alla fine ho diciotto anni.
Forse avrei dovuto scrivere qualcosa il giorno esatto del mio compleanno, ma ho passato tutta la mattinata e parte del pomeriggio assieme ai nonni, che mi hanno festeggiata teneramente, e coi quali ho fatto una scorpacciata di pasticcini. Nel tardo pomeriggio, poi, sono partita con Luca alle volte di Miazzina, dove ci aspettava la sua allegra combriccola. [Tra l'altro Luca è arrivato sotto casa mia con un mazzo di diciotto rose rosse - dopo che mi aveva cercato i tulipani, senza però trovarli - e il mio regalo. Mi sono commossa.] Inutile dire che mi sono divertita tantissimo, fra risate, bagordi fino a tardi in compagnia dei cari Modena City Ramblers, nottate passate a fissare il cielo trapuntato di stelle facendo a gara tra chi diceva più parole che finivano in -ch o -sh (squosh, bosh, finish, machintosh, push, dash ecc.), oppure osservando le stelle cadenti distesa sul prato in un sacco a pelo abbracciata al mio uomo o avvolta da una felpa prestatami da qualcuno, in cui stavo dentro tre volte. Perchè lì la notte faceva parecchio freddo. Alzarsi a mezzogiorno e far colazione con salsicce e costine, appisolarsi al sole in mezzo al giardino, di fronte gli alberi, più giù una splendida vista sul lago Maggiore. Sono tornata da poco e già quell'atmosfera allegra mi manca. Ma sono felice, e la leggera malinconia che ha accompagnato il viaggio di ritorno fa onore ai due giorni appena trascorsi.

Tra le altre cose ieri è stato il compleanno del nonno. Avrei voluto dedicargli un post, ma non ero qui. Perciò lascio uno stralcio di descrizione fatta a scuola, risalente più o meno ai miei dieci/undici anni. Nonno, questa è per te. Ti voglio bene.
<< Vi presento una persona che conosco bene.
Si chiama Giuseppe, ma tutti lo chiamano Pino. Compirà 67 anni a luglio ed è molto simpatico. Abita a ******, vicino a casa mia. Ha gli occhi azzurri che brillano appena c'è luce e una bocca abbastanza sottile di un leggero violetto. Lo si riconosce subito perchè quando fa freddo indossa sempre un cappello grigio e ha il passo spedito. [...] Come avrete già capito è mio nonno. Lo adoro perchè mi fa sempre ridere e mi coccola tanto. [...] E' sempre pronto ad aiutarmi quando non capisco qualcosa, quando mi faccio male o ho dei dubbi. Con lui mi trovo bene anche per il fatto che non mi ha mai dato una sberla [...]: quando faccio qualcosa di grave basta un'occhiata intimidirmi e farmi capire che non devo farlo più. E' calmo e non è mai nervoso: quando è stanco non lo manifesta, e nonostante ciò gioca sempre con me. Quando vado a casa dei miei nonni il tempo scorre in fretta, mi diverto un mondo e vorrei che non finisse mai. Di pazienza ne ha un'infinità, ed io lo stimo per questo. Sono proprio fortunata ad avere un nonno così buono. >>

Prima di andare volevo fare una specie di sunto del diciassettesimo anno che ormai mi sono lasciata alle spalle. Ho rimosso gran parte di ciò che mi è capitato. Sicuramente, però,  voglio ricordare la splendida gita a Praga. Non sono mai stata all'estero, perciò è stata un'esperienza nuova e piacevole. Ma soprattutto, ciò che ha segnato la mia vita di diciassettenne, la cosa più bella che mi sia capitata e di cui serberò sempre il ricordo, è stato incontrare Luca. E spero di poter continuare a condividere con lui ogni singolo attimo del mio futuro.

Infine mi auguro che questi diciott'anni mi portino finalmente a realizzare il primo proposito in assoluto che mi sono posta quando ero alta così *solleva la manina a due spanne da terra*. E so che lo conoscete già, ma io lo ripeto ugualmente. Spero di liberarmi, una volta per tutte, dell'obbligo di andare da mio padre. Amen.

Stasera Modena City Ramblers a manetta e poi a nanna. Farà specie non avere più il suo corpo caldo accanto, così come stonerà il non fare le quattro di notte o l'alzarsi alle dieci anzichè a mezzogiorno. Ma purtroppo questo è, non si può far altro. Così me ne vado. Buona notte mondo.

Nemesi wrote at 21:26
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Il Blog
E io penso che i fantasmi, in generale, non siano altro in fondo che piccole scombinazioni dello spirito: immagini che non si riesce a contenere nei regni del sonno: si scoprono anche nella veglia, di giorno; e fanno paura.

me
  Ilaria. Diciannove anni. Cancro. Milanese di sangue. Maturità scientifica ~ 97. Molto dolce. Timida. Timidissima. Sentimentalmente appagata. Ansiosa. Terribilmente emotiva. Dolce. Malinconica. Ama la sincerità. Di indole pigra. Creativa. Estremamente romantica. Cerca di rendersi simpatica, e a volte riesce nel suo intento. Riflessiva di natura. Pessimista per scelta. Si crea un sacco di complessi. Testarda all'occorrenza. Precisa. In apparenza forte. Fragile e insicura, se si guarda più in profondità. E' così soffice la sua morbida trapunta di tristezza. Spesso le capita di sentirsi sola. Non potrebbe prescindere dal suo ragazzo. che è una parte di lei. Bisognosa di certezze e di stabilità. Imperfetta. She's pieces of what she used to be. Fa di tutto per non illudersi, ma alla fine ci ricasca sempre. Assolutamente priva di autostima, manca quasi completamente di fiducia in se stessa. Selettiva. Pochi sono in grado di capirla. Sebbene sia il tipo di persona che non esterna i suoi dispiaceri, ultimamente ha le lacrime in tasca. Attende con ansia il giorno in cui andrà a vivere altrove, insieme al suo ragazzo. che poi è tutta la sua vita.

amo
Luca ♥, il nonno, la nonna, disegnare, la musica classica, il metal, la scultura, i manga, stare ora attaccata a internet cazzeggiando allegramente, i miei unici e veri amici, uscire e divertirmi, la persona che sono interiormente, la sensibilità, essere capita, essere ascoltata, avere qualcuno su cui poter sempre contare, vivere, la bellezza, gli abbracci, le coccole, le sdolcinatezze, il calore della sua pelle, i suoi baci sul collo, lui, i ricordi piacevoli,la montagna, la cultura, i libri e l'odore delle loro pagine, la poesia, l'arte, Edvard Munch, la filosofia, i tulipani, lo scrosciare della pioggia sui vetri, il profumo dell'erba appena tagliata, l'odore del legno che arde, leggere, essere apprezzata, la fotografia, il fuoco, la neve, le matriosche, il ticchettio del gessetto sulla lavagna, i lamponi, i frutti di bosco, il gelato fior di latte-nocciola, i felini, le patatine fritte, la pizza, la pasta al pomodoro, le Converse, il verde, Edgar Allan Poe, i paesi nordici, Praga, Parigi ♥.

odio
La mia situazione familiare attuale, la mia insicurezza, l'autolesionismo, la sofferenza, gli addii, le partenze, l'amore non corrisposto, l'ansia, l'angoscia, l'autocommiserazione, piangere in pubblico, i miei blocchi psicologici, la paura di perdere le poche persone care che ho, quando mi imbarazzo, la voce che mi muore in gola, la costrizione, la violenza (sia fisica sia psicologica), le urla, le scenate a cui ho assistito, essere messa a disagio, la profonda tristezza che talvolta mi opprime, i brutti ricordi che sono ancora così vicini e a volte tornano a far male, la tensione nervosa con cui ho convissuto, tutte le occasioni perse a causa di mio padre, il rancore, l'inconcludenza, le interrogazioni, le quisquiglie, il conservatorismo, la chiesa, i dogmi, la stupidità umana nel seguire acriticamente la corrente, la pretesa di dare a tutti i costi risposte definitive a ciò che è ignoto, chi è incapace di apprezzare la cultura, chi osteggia la libertà di pensiero, i truzzi, i ruffiani, chi si impiccia degli affari altrui invece che pensare ai propri, la superbia, il razzismo , i nazi, i fasci e tutta questa gentaglia, copertine e pagine dei libri rovinate, l'invidia, l'ipocrisia, la prepotenza, chi parla dietro e non ha il coraggio di dire le cose di persona, il computer che si blocca al momento meno opportuno, i vermi, il film "Io sono Sean", chi parla troppo senza preoccuparsi che il suo interlocutore abbia qualcosa da dire, il totale rifiuto che certe persone hanno di ascoltare l'altro, la facilità con cui si cercano pretesti per accapigliarsi, odiare.

quotes
Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei!   (Il Favoloso Mondo di Amélie) 

also on
 *pensieri altrui

sounds
AFI, Anti-Flag, Altaria, Après la Classe, Arctic Monkeys, Avantasia, Bad Religion, Baustelle, Blind Guardian, Bon Jovi, Black Sabbath, Cattive Abitudini, Danny Elfman, Dark Moor, Dire Straits, Drakkar, Dream Evil, Dream Theater, Edguy, Ensiferum, Fabrizio De Andrè, The Distillers, Gamma Ray, Garbage, Giorgio Canali, Good Riddance, HammerFall, Helloween, HIM, Io?drama, Iron Maiden, Jack off Jill, Kamelot, L'Invasione degli Omini Verdi, Mago de Oz, Matrioska, Metallica, Misfits, Modena City Ramblers, Muse, Negazione, Nightwish, NOFX, No Use For a Name, The Offspring, Opeth, Panic! At The Disco, Placebo, PornoRiviste, Pyramaze. Prozac +, Ramones, Rancid, Rhapsody, Scorpions, Ska-p, Smashing Pumpkins, Social Distortion, Sodom, Sonata Arctica, Stratovarius, Sum 41, Symphony X, System Of a Down, Tenacious D, Three Days Grace, Thy Majestie, Uniklubi, Virgin Steele, Within Temptation.

ink
Anna Karenina. Amleto. Aspettando Godot. Che tu sia per me il coltello. Come dio comanda. Compagno di sbronze. Così parlò Zarathustra. Cronache dal mondo emerso. Cuori in Atlantide. Danny l'Eletto. Enrico IV. Harry Potter. I Malavoglia. Il Cavaliere Inesistente. Il Codice Da Vinci. Il Conte di Montecristo. Il Nome della Rosa. Il Piacere. Il Piccolo Principe. Il Ritratto di Dorian Gray. Il Signore degli Anelli. Il Terzo gemello. L'Arte di farsi rispettare. La Fabbrica di Cioccolato. La Figlia della Luna. Le Guerre del Mondo Emerso. Les Fleurs du Mal. L'insostenibile leggerezza dell'essere. Liberalismo e Democrazia. Memorie dal Sottosuolo. Perchè non possiamo essere cristiani. Racconti del grottesco e dell'arabesco. Ricambi. Shining. Trainspotting. Una questione privata. Uno, nessuno e centomila. Zanna Bianca. Zio Vampiro.

manga
Ai Shite Night. Angel Sanctuary. Ayashi no Ceres. Chobits. Fushigi Yugi. Inuyasha. I's. Lamù. Mars. Nana. Paradise Kiss. Ranma 1/2. Zettai Kareshi.

movies
Alice nel Paese delle Meraviglie. Amleto (Franco Zeffirelli regista). Arancia meccanica. Bambi. Big Fish. Braveheart. Butch Cassidy. Casanova. Casper. Cenerentola. Chocolat. Cruel Intentions. Dragonheart. Edward Mani di Forbice. Fantasia. Forrest Gump. Frankenstein Junior. Grease. Harry Potter. Intervista col Vampiro. Il Corvo. Il Favoloso Mondo di Amélie. Il Mistero di Sleepy Hollow. I Muppets. Il Signore degli Anelli. Il Santo. L'altra metà dell'amore. Le Cronache di Narnia. La Fabbrica di Cioccolato. La Famiglia Omicidi. La Grande Corsa. La Grande Guerra. La Spada nella Roccia. La Sposa Cadavere. La Stangata. L'Ultimo Sogno. Le Vergini Suicide. Madagascar (1 e 2). Little Miss Sunshine. Marie Antoinette. Mary Poppins. Mi presenti i Tuoi. Moulin Rouge. Non siamo angeli. Notte prima degli esami. Ocean's Thirteen. Omen-Il presagio. Orgoglio e Pregiudizio. Peter Pan. Pirati dei Caraibi. Pochaontas. Profumo di Donna. Romeo e Giulietta (Franco Zeffirelli regista). Robin Hood. Scarface. School of Rock. Secret Window. Shakespeare in Love. Shrek. Spiderman. Spongebob. Taxy Driver. The Nightmare Before Christmas. The School of Rock. Trainspotting. Troy. Tutto può succedere. Una Serie di Sfortunati Eventi. Vi presento Joe Black. White Noise.

tv
Everwood. House_MD. Inspector Rex. One Tree Hill Relic Hunter. Settimo Cielo. Scrubs. Una Mamma per Amica. Veronica Mars.

wishes
-Andare al concerto dei Placebo il 9 Ottobre.                           -Comprare la macchinetta digitale che costa un sacco di dindini.                                   -Fare la patente *O*              -Vincere la mia insicurezza.      -Smettere di leggere i libri nel cuore della notte!                     -Andare a letto un po' prima.                                   -Restituire al nonno tutti i libri presi in prestito.                       -Comprare un lettore mp3 capiente (perchè anch'io vivo nell'Era Moderna ._.")              -Diventare un giorno un architetto affermato.                -Fare il discorso finale a mio padre.                           -Diffusore per i boccoli.            -Riabbracciare Luca il 3 settembre.

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